RICERCA

COME SUONARE L'ALLEGRO BWV1003 PER CHITARRA CLASSICA IN CONFORMITÀ CON LA PRASSI ESECUTIVA BAROCCA 

Tesi del corso di Master of Music al Conservatorio di Maastricht
Pubblicazione presso il portale digitale HBO Kennisbank

 

SOMMARIO: 

La tesi mostra, inizialmente, che le caratteristiche tecniche e le pratiche di esibizione barocca per violino possono essere trasferite con successo alla chitarra; l'insieme di queste nuove idee per trascrivere la musica è ciò che costituisce il nucleo del processo di trascrizione dell’Allegro BWV1003.

 

Una successiva analisi contrastiva tra la trascrizione di Manuel Barrueco e la mia porta alla conclusione che la realizzazione di un contrappunto ogniqualvolta questo sia possibile riduce in realtà l’Allegro BWV1003 ad una mera melodia accompagnata, non fedele alla pratica barocca.

 

In conclusione mostro come, al fine di trascrivere l'Allegro BWV1003 per chitarra classica secondo le norme barocche, sia cruciale completare solo quelle armonie idiomaticamente necessarie alla chitarra.

LA PRIMA PRODUZIONE MUSICALE DI FERDINANDO CARULLI

Dottorato di Ricerca presso l'Università del Surrey
Prof. Steve Goss

 

La mia ricerca di dottorato vuole far luce sulla prima produzione musicale, ancora sconosciuta, del compositore e chitarrista italiano Ferdinando Carulli (Napoli, 9 febbraio 1770 - Parigi, 17 febbraio 1841), per far sì che il suo lavoro e il suo repertorio chitarristico nel periodo classico vengano conosciuti e diffusi. 

Ferdinando Carulli visse durante l'età d'oro della chitarra classica. Con oltre 350 opere pubblicate e quasi altrettanti brani inediti, fu probabilmente il più prolifico compositore di chitarra di tutti i tempi, eppure i suoi lavori vengono raramente eseguiti. Insieme ad alcuni materiali didattici per principianti, egli è principalmente conosciuto per il suo autorevole Méthode complète pour guitare ou lyre, op. 27. Sebbene fosse ben conosciuto in tutta Europa, a tutt’oggi non esiste un lavoro editoriale esaustivo sui primi lavori del compositore. Una riscoperta di questo corpus di opere si rivelerà fondamentale per una migliore comprensione dell'evoluzione di Carulli e dello sviluppo del repertorio chitarristico durante il periodo classico.


I manoscritti di Carulli si trovano distribuiti tra collezioni private, biblioteche e archivi; il mio obiettivo è quello di individuarli e accedervi. Mi aspetto di trovare tre categorie di composizioni: pezzi da concerto, materiale didattico e pezzi amatoriali, che saranno tutti analizzati nel mio lavoro di ricerca. Mi propongo anche di pubblicare edizioni critiche di alcuni brani di concerti; queste edizioni includeranno introduzioni contestuali e note a piè di pagina per spiegare eventuali correzioni di errori o scelte personali fatte per proporre soluzioni a problemi tecnici. Ulteriori possibili risultati sono registrazioni di CD, corsi di perfezionamento, conferenze e concerti. Dal punto di vista pedagogico, intendo raccogliere il materiale didattico di Carulli e pubblicarlo come appendice al suo già noto metodo. Lo organizzerò in raccolte di nuovi studi che arricchiranno notevolmente il repertorio a beneficio degli studenti e dell'intera comunità chitarristica internazionale.